Bevande zuccherate e gli effetti sul cervello

Gli effetti a lungo termine sul cervello delle bevande zuccherate

Evitare le bibite zuccherate? Fa bene al cervello

I dati sono stati pubblicati a fine 2017, ma la ricerca su cui sono basati è durata dieci anni. I ricercatori hanno analizzato, per tutto questo tempo, le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 4.000 persone sopra i trent’anni. Questo grande progetto, il Framington Heart Study, di Framingham, negli Stati Uniti, aveva come obiettivo principale lo studio delle condizioni cardiache, ma la messe di dati è stata tale che si è ottenuta anche questa conclusione, relativa al cervello: meglio bere meno bibite zuccherate.

Una correlazione statistica

L’analisi dei dati statistici ha dimostrato che esiste una correlazione matematica tra l’assunzione di una o più porzioni di bevande zuccherate al giorno, inclusi i succhi di frutta zuccherati, e diverse condizioni cerebrali a rischio o patologiche, oltre che su alcune funzionalità del cervello. Non solo, ma la probabilità di queste patologie aumenta proporzionalmente con l’aumentare dell’assunzione di questi prodotti: due bibite zuccherate al giorno sono peggio di una, nessuna è meglio di una. Le fonti dei dati erano, da una parte, i questionari sulle abitudini alimentari, e dall’altra, per quanto riguarda le capacità cerebrali, sia dei test cognitivi, sia degli esami obiettivi (risonanze magnetiche del cervello).

Gli effetti riscontrati

Il risultato è abbastanza impressionante. Chi ha bevuto in media, in questi anni, almeno una bevanda zuccherata al giorno, aveva maggiori probabilità, rispetto a chi ne beveva meno di una, di sviluppare:

  • Riduzione delle capacità di memoria episodica
  • Minori volumi cerebrali
  • Minori dimensioni dell’ippocampo
  • Rischio tre volte maggiore di ictus
  • Rischio tre volte maggiore di demenza (n particolare, di Alzheimer).

L’insieme di questi fattori fa sì che la conclusione secondo la quale astenersi da queste bibite fa bene al cervello appaia decisamente fondata.

L’importanza dell’ippocampo

L’ippocampo, che prende nome dalla sua forma (si dice assomigli a un cavalluccio marino), è una struttura cerebrale che ha un ruolo fondamentale nella formazione della memoria (di ogni tipo) e nella conversione della memoria da breve a lungo termine. Inoltre svolge un ruolo importante anche nella gestione delle informazioni spaziali (cioè nel sapere dove siamo, come andare in un certo posto, eccetera). Non a caso, nel morbo di Alzheimer è una delle prime aree del cervello a mostrare dei danni permanenti, e infatti i malati di questa forma di demenza perdono i ricordi a breve termine e la capacità di orientarsi anche in luoghi che dovrebbero trovare familiari. Un alimento che a lungo andare riduce le dimensioni dell’ippocampo, evidentemente, predispone a questo tipo di problemi.

Il diabete non c’entra

Una forte assunzione giornaliera di zuccheri può portare ad una costante iperglicemia, che predispone al diabete di tipo 2. Questo, a sua volta, è dimostrato che abbia una correlazione con l’insorgere della demenza. I ricercatori si sono quindi chiesti se in realtà non ci fosse un collegamento diretto tra le bevande zuccherate e questi effetti deleteri sul cervello, ma se non accadesse piuttosto che le bibite aumentassero le probabilità di diabete e quest’ultimo le probabilità di decadimento cerebrale. Ma, escludendo dai dati i partecipanti allo studio che avevano sviluppato il diabete, le probabilità non cambiavano: il collegamento è diretto.
Sistema linfatico e cervello:

Nel 2015 e’ stato scoperto da ricercatori americani che il cervello dispone di un collegamento diretto con il sistema linfatico. A confermarlo, smentendo la convinzione fino ad allora consolidar che il cervello era isolato dal sistema linfatico (e quindi da quello immunitario), è stato un gruppo di ricercatori dell’Università della Virginia a Charlottesville, che firmarono un rivoluzionario articolo pubblicato su “Nature”. L’eccesso di zuccheri semplici come abbiamo imparato acidifica fortemente l’organismo e non solo quello; anche il cervello stesso, pur utilizzando la gran parte del glucosio “bruciato” dall’organismo, riduce la propria efficienza e subisce infiammazioni.

In conclusione

Concludendo, sapevamo già che le bibite zuccherate vanno assunte con la massima moderazione per una serie di altri motivi; ora ce n’è uno in più, la salvaguardia del nostro cervello e della nostra memoria.
Per chi desiderasse saperne di più:
http://www.alzheimersanddementia.com/article/S1552-5260(17)30050-X/fulltext

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