Dieta alcalina: come ridurre l’acidità mangiando

L’acidità è nemica del benessere

Perché una dieta alcalina è essenziale per il nostro benessere? La risposta parte dal concetto opposto di alcalino, cioè dall’acido.
Il nostro sangue, i nostri organi, il fluido interstiziale tra le nostre cellule, sono tutti leggermente alcalini; e se vogliamo restare in salute devono rimanere costantemente così. All’interno del nostro corpo, solamente all’interno dello stomaco c’è un ambiente fortemente acido, ai fini della digestione dei cibi; e chi soffre di acidità di stomaco o addirittura di ulcera, sa bene che anche in quel caso l’acido va tenuto sotto stretto controllo. Un altro esempio: male ai muscoli dopo una faticata? Quello è l’acido lattico.
Il nostro corpo dispone di appositi meccanismi che intervengono immediatamente, se il nostro sangue comincia a diventare acido (è l’acidosi metabolica), riportandolo prontamente al giusto grado di alcalinità. Però questi “interventi” hanno un costo, in termini di energie, lavoro dei nostri organi, e soprattutto consumo di preziose sostanze essenziali depositate, per esempio, nelle nostre ossa. Da cui possono derivare affaticamento, infiammazioni, dolori articolari, cefalee ed altri sintomi ancora, anche psichici.

Mantenere l’alcalinità mangiando

Possiamo facilmente aiutare il nostro organismo a mantenere il giusto livello alcalino con le scelte alimentari che facciamo.
I cibi alcalini o alcalinizzanti contribuiscono a questo, quelli acidi fanno esattamente il contrario. Non bisogna lasciarsi indurre in errore dal sapore; il limone ha un gusto acido, ma ha un effetto alcalinizzante in fase di metabolizzazione. Non è difficile attenersi ad uno stile di vita alcalino senza per questo diversi sottoporre ad una dieta; in linea di massima, se si privilegiano le verdure e la frutta rispetto alle carni ed ai latticini, si è già a buon punto.
Ecco un breve elenco di alcuni cibi alcalini:

  • verdure preferibilmente a foglia verde, in particolare spinaci, bieta, insalata, e poi cavoli di ogni tipo, cetrioli, carote;
  • tra la frutta, specialmente agrumi, mele, pere, uva, prugne e frutti di bosco;
  • cereali integrali, preferibilmente senza glutine, e i sostituti dei cereali; quindi riso integrale, e poi miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno;
  • per le proteine, legumi come le lenticchie e la soia, e pesce, come il salmone;
  • frutta secca come le mandorle;
  • come dolcificante, il miele naturale;
  • come bevande, acqua ionizzata (quindi più alcalina), te verde e tisane, spremute di limone.

I cibi acidificanti

Sono invece acidificanti molti altri alimenti. Non è indispensabile eliminarli del tutto dalla dieta, però andrebbero consumati con parsimonia. Idealmente, andrebbero ridotti a meno del 30% della nostra dieta quotidiana.
Ecco gli alimenti acidi:

  • carni, specialmente carni rosse e grasse;
  • latte e tutti i latticini (volendo consumarne, meglio scegliere ricotta e simili);
  • i cereali più comuni, specie se raffinati;
  • frutta secca come arachidi e pistacchi;
  • quasi tutti i dolcificanti incluso lo zucchero, e specialmente quelli artificiali;
  • bibite zuccherate e gassate, caffè, alcolici.

Sarebbe poi, in generale, opportuno astenersi da tutti i cibi di produzione industriale, eccessivamente raffinati e con additivi acidi.

Un aiuto in più

Se necessario, si può aumentare l’alcalinità della propria dieta integrandola con dei contributi particolari, sotto varie forme. Per esempio alcune alghe, come la spirulina e la clorella, alcuni oli, come quello di lino, alcune erbe e germogli, come la borragine. Non sono mai sostitutivi di un pasto, ma la loro efficacia è particolarmente elevata.
Da prendere in seria considerazione uno ionizzatore e se possibile alcalinizzatore con il quale trattare l’acqua dell’acquedotto al fine di aumentarne il pH (e, al tempo stesso, depurarla).
Se facciamo delle scelte alimentari avvedute, e neppure troppo difficili, possiamo aiutare il nostro corpo a stare in forma, a invecchiare meglio, e ad evitare tanti piccoli (e grandi) fastidi.

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