La dieta alcalina :le basi per capire

La dieta alcalina: le basi per capire

Ormai tutti hanno sentito parlare di dieta alcalina, in un modo o nell’altro. Ma chi tiene veramente al proprio ben-essere non prova una dieta solo perché va di moda, e forse neppure perché gli è stata consigliata. Le persone attente alla salute vogliono essere informate sulle ragioni per cui dei singoli alimenti, o meglio uno STILE DI VITA più che una dieta, sono considerati salutari e raccomandabili.

Il nostro corpo è alcalino

Il pH è un indicatore, basato su di una complessa formula chimica, dell’acidità o basicità di una soluzione (un liquido in cui può essere disciolto qualcosa); da osservare che “basico” è sinonimo di “alcalino”. Un pH di 7 indica una condizione di neutralità, ed è tipico dell’acqua pura ad una certa temperatura. Un pH superiore a 7 indica alcalinità.
Ebbene, il nostro sangue, il nostro liquido interstiziale (tra le cellule del nostro organismo), i nostri organi hanno tutti un pH leggermente alcalino – se stiamo bene ed in salute . Il sangue varia entro una gamma piuttosto stretta, tra 7,35 e 7,45. All’interno dello stomaco troviamo invece un ambiente acido, per la buona ragione che lì devono essere disgregati i cibi. Ma è un po’ l’eccezione che conferma la regola: per stare bene, dobbiamo restare per quanto riguarda sangue e linfa sul lato alcalino del pH, sopra a 7,4.

L’acidità ci fa male

Infatti, se il sangue comincia a diventare acido, questa è una condizione patologica, l’acidosi. Un sovraccarico di acidi in altri organi è anch’esso un problema (pensiamo al senso di stanchezza, astenia e indolenzimento muscolare dopo una fatica fisica: i muscoli sono pieni di acido lattico!). L’acidosi metabolica è invariabilmente segno di malattie o altre condizioni pericolose (denutrizione, intossicazione).

Il nostro corpo corre ai ripari

I detrattori della teoria che sta alla base della dieta alcalina, a questo punto, obiettano che però il nostro corpo interviene subito, se il pH del sangue scende. Questo è vero: il nostro organismo, proprio perché l’acidità è un grave pericolo, dispone di diversi cosiddetti meccanismi tampone che servono ad espellere gli acidi o ad aumentare l’alcalinità. Questi meccanismi operano a livello sanguigno, e a livello polmonare (con la respirazione), per un “pronto intervento”. In caso di acidità prolungata, ci sono le funzioni renali ed un apporto di minerali prelevati dalle ossa.
Ma il fatto è che questi interventi non sono “gratis”. I reni devono lavorare di più, a volte anche il fegato. Il sistema linfatico, che contribuisce a drenare le tossine acide, si sovraccarica. Le ossa si indeboliscono. E si possono manifestare tanti piccoli (o anche grandi) sintomi di malessere, quali:

  • Stanchezza immotivata e affaticamento
  • Cefalee
  • Irritabilità e/o depressione
  • Dolori muscolari ed articolari

E anche altri sintomi meno frequenti.

Infiammazioni, infezioni e invecchiamento

Se la condizione di tendenziale acidità diventa cronica ed il nostro organismo stenta a far fronte ad essa, aumenta la predisposizione alle infiammazioni, localizzate o generalizzate. Che comportano tutta una serie di altri problemi.
Il sovraffaticamento del sistema immunitario ci rende più vulnerabili ad ogni tipo di difficoltà, in primo luogo alle infezioni ed alle malattie.
E l’aumento di tossine e radicali liberi nel nostro corpo comporta un’accelerazione dell’invecchiamento cellulare.

Possiamo fare la differenza

Ma tutto questo può essere evitato, rallentato e limitato in maniera misurabile e riscontrabile. Le nostre abitudini quotidiane possono fare la differenza. Introdurre nel nostro metabolismo cibi alcalini (o alcalinizzanti; l’importante non è il loro sapore, ma il residuo metabolico ovvero cosa resta post digestione disponibile nel nostro organismo) è importante. Ridurre i cibi e i fattori acidificanti, come gli zuccheri specie se raffinati, i grassi, i latticini, l’alcool, il fumo, contribuisce a ridurre il problema. E una vita sana ed attiva completa il quadro. E’ inoltre fondamentale migliorare tempi e modalità di inserimento dei carboidrati durante l’arco della giornata al fine di permettere all’organismo di sfruttare questa vitale e preziosa fonte energetica senza essere costretto ad accumularne l’eccesso non utilizzato in prevalenza dai muscoli e dal cervello.
Ecco spiegati i motivi per i quali uno STILE DI VITA ALCALINO può migliorare sensibilmente la nostra salute.

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