La vitamina D: a cosa serve e dove si trova?

Le vitamine del gruppo D: dove si trovano

Al gruppo D appartengono cinque vitamine, di cui due molto importanti: la D3 (colecalciferolo) è prodotta dagli organismi animali, e la D2 (ergocalciferolo) da quelli vegetali. Come si intuisce dall’inizio del nome della D3, ha a che fare con il colesterolo: gli animali, e l’uomo, producono il colecalciferolo a partire dai grassi, e immagazzinano un suo precursore proprio nel grasso sottocutaneo. Tuttavia, questa forma di vitamina non è biologicamente attiva; il nostro organismo deve rielaborarla ulteriormente per poterla utilizzare.
Come fanno, sia gli animali che le piante, a sintetizzare le vitamine D che rispettivamente gli occorrono? Molto facilmente: esponendosi ai raggi del sole. Ecco perché viene chiamata “vitamina del sole”: occorre la radiazione solare. Niente sole, niente vitamina bio disponibile.

Vitamina D negli alimenti

Certo, questa vitamina è presente negli animali e nelle piante, perciò dovrebbe essere possibile, semplicemente, mangiarne a sufficienza.
In realtà, quella vegetale non è facilmente assimilabile dal nostro organismo, i soli vegetali che in maniera naturale ne contengono in quantità significativa alcune specie di funghi e licheni. Quella di origine animale lo è per gli esseri umani, però bisogna fare attenzione e porre alcune cautele.

In generale si trova soprattutto nei seguenti alimenti:

  •  pesci ad alto tenore di grassi (olio di fegato di merluzzo, carpa, salmone, sgombro),
  •  alcuni tipi di funghi (maitake, gallinacci) e licheni,
  •  uova (specialmente il tuorlo),
  •  fegato e carni grasse (maiale),
  •  latte e latticini.

Chi ha un minimo di attenzione alla propria alimentazione in vista del proprio benessere, leggendo questo elenco avrà avuto un soprassalto. Infatti, quasi tutti questi alimenti vanno mangiati con grande moderazione, per svariati motivi. Sono grassi, ipercalorici, soprattutto sono perlopiù acidi o acidificanti, e, dulcis in fundo, molti soggetti hanno delle intolleranze o altre preclusioni verso alcuni di essi.

Vitamina D: come assumerla

Ma se gli organismi animali la producono stando al sole, evidentemente non abbiamo bisogno di ingozzarci di olio di fegato di merluzzo, giusto? Sì e no. Mezzo millennio fa, la stragrande maggioranza della popolazione umana lavorava tutto il giorno all’aperto, nei campi, e possiamo presumere non avesse carenze vitaminiche D. Ma, oggi, quasi tutti noi lavoriamo al chiuso. E nei mesi invernali, anche alle nostre latitudini in Italia, non è poi così facile avere abbastanza epidermide esposta ai raggi solari.
Se poi abbiamo la fortuna di poter passare molto tempo all’aperto, anche il sole, come le costine di maiale, va preso con giudizio e parsimonia; se fa bene per la produzione delle vitamine D, può fare male per parecchie altre cose.
Perciò, possiamo cercare di prendere il sole – ma non troppo. Di mangiare salmone, più che maiale e formaggi e latticini. In sintesi, rischiamo comunque una carenza di questa importante vitamina. Studi scientifici mostrano che la maggior parte della popolazione italiana ne soffre, ed i valori sono facilmente misurabili con un semplice esame del sangue.

A cosa serve, e quali sono le conseguenze se ne siamo in carenza

La prima funzione di questa vitamina è favorire la mineralizzazione di ossa e denti con il calcio e il fosfato. Quindi è indispensabile per il nostro endo scheletro: il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli anziani sono collegati alla carenza di questa vitamina. Dolori ossei ed articolari ricorrenti possono essere un segnale d’allarme da questo punto di vista.
Oltre a ciò, interagisce con la produzione della serotonina, si tratta di un neurotrasmettitore fondamentale per il nostro benessere ed equilibrio psichico; sembra esserci una correlazione tra carenza della vitamina e depressione. Ci sono poi diversi studi che sembrano indicare che abbia un ruolo anche nel regolare la pressione sanguigna, nel rafforzamento delle difese immunitarie, e che possa contribuire a prevenire patologie anche serissime (dalla sclerosi multipla a varie forme di tumore).

Vitamina D: gli integratori

Vista la difficoltà nell’assumerla con la dieta e nell’esporsi al sole, può valere la pena fare un esame del sangue mirato, ed in caso di carenza fare ricorso agli integratori. Occorrerà osservare il dosaggio prescritto, senza eccedere.
Ma, comunque, questa vitamina ci è indispensabile, e se vogliamo stare bene dobbiamo, in un modo o nell’altro, averne sempre a sufficienza durante tutti i mesi dell’anno.

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Ricorda che iniziando la navigazione nel sito, o scorrendo la pagina, accetti automaticamente le condizioni indicate nell'informativa. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi