L’intestino secondo cervello: le ultime scoperte

Le ultime incredibili scoperte

L’intestino secondo cervello:Bella scoperta!

Gli scienziati recentemente hanno cominciato a confermarci ciò che ognuno di noi ha più volte vissuto e percepito: che c’è un collegamento neuronale fortissimo tra il nostro stato psicologico e la nostra “pancia” (stomaco e soprattutto intestino). Sembrava un affermazione poco scientifica fino a qualche decennio fa; poi, un po’ alla volta, le cose sono cambiate. Questo collegamento ha un fondamento preciso, e più i ricercatori indagano, più dettagli a conferma di questo fatto individuano contorni ben definiti. I neuroscienziati hanno affermato che ci sono circa 100 miliardi di neuroni nel cervello umano (quanto il numero delle stelle che si presume esistere nella via Lattea): non molti sono a conoscenza che il nostro sistema nervoso enterico ne contiene circa 1 miliardo (paragonabili per numero e tipologia a quelli che costituiscono il midollo spinale).

Il sistema nervoso autonomo

Le nostre funzioni corporee sono controllate dal sistema nervoso, naturalmente. Ma mentre alzare un braccio richiede un “ordine” del nostro cervello appunto ai nervi interessati, ci sono moltissime attività del nostro corpo che NON richiedono il nostro controllo cosciente. E per fortuna … altrimenti appena addormentati smetteremmo di respirare! Una di queste attività è appunto la respirazione, altre sono la funzionalità cardiaca (e anche qui, per fortuna va avanti da sola), la produzione di secrezioni da parte di tutte le ghiandole, e molte altre.
Il sistema nervoso autonomo però si distingue in tre sotto-sistemi, che comunque lavorano in collaborazione:

  • il sistema SIMPATICO,
  • il sistema PARASIMPATICO,
  • e il sistema ENTERICO.

“Enterico”, poi, è ovviamente un sinonimo di “intestinale”.

L’intestino ha un suo sistema nervoso

Proprio così. La peristalsi, grazie alla quale concludiamo il nostro transito intestinale, alla fine dei conti è un movimento muscolare involontario, quindi è necessario che ci siano dei nervi autonomi che la gestiscono. Ora, se questo sistema nervoso enterico fosse un apparato del tutto separato dal resto, chiamare l’intestino “il secondo cervello” in tutto e per tutto sarebbe non erroneo, ma privo di particolari conseguenze pratiche. Ma così esattemente non è … e vediamo di capire meglio il perchè …

I sistemi nervosi interagiscono

Il problema è che lo stomaco e soprattutto l’intestino, per svolgere il loro lavoro, hanno bisogno di energia corporea, quindi di un afflusso significativo di sangue ai vasi interessati. Ma che succede se occorre che facciamo un altro lavoro?
Nella storia della nostra evoluzione come specie abbiamo trascorso molto più tempo come cacciatori a bassa velocità di erbivori che come impiegati seduti ad una scrivania. E per quell’attività, ci occorreva una grande quantità di lavoro del sistema cardio-respiratorio, e una grande quantità di sangue alle gambe. Quindi, il nostro corpo reagiva – e reagisce – alle nostre richieste di non interrompere un’attività importante, lunga, faticosa e stressante mettendo in secondo piano le necessità dell’intestino. Il sistema simpatico interviene e rallenta o inibisce la peristalsi.
Naturalmente oggi non corriamo più dietro alle gazzelle… ma viviamo comunque situazioni di tensione, di stress, di affaticamento fisico e mentale.

Ed ecco le conseguenze

L’inibizione della peristalsi, se dura appena un po’ troppo, significa stitichezza. Il maltrattamento dell’intestino a sua volta fa giocare un ruolo al sistema nervoso enterico, che manda un “feedback negativo”, cioè dei segnali di protesta, al cervello: dolori, crampi.
Se la situazione diventa veramente di emergenza, questione di vita o di morte (reale o percepita da noi come tale), allora subentra un altro meccanismo. A questo punto la parte finale della digestione non va semplicemente fermata temporaneamente, è meglio abortirla del tutto, per usare tutte le energie per la fuga. Ed ecco che molti, ad una situazione di stress veramente elevato, reagiscono con la diarrea.

Un circolo vizioso

Alla fine può innescarsi un circolo vizioso pericoloso. Lo stress causa la stipsi, ma una stipsi prolungata è naturalmente causa di stress. La stipsi può creare un sovraccarico di tossine nell’intestino come conseguenza del rallentato transito, e la reazione corporea a questo può dar luogo a sensazioni di tipo depressivo e stanchezza cronica. L’irritabilità intestinale tende a modificare anche il nostro umore, la diarrea non aiuta la nostra autostima, e così via.

Trattare bene il nostro secondo cervello

In conclusione, non abbiamo un controllo conscio del nostro “secondo cervello”. Però, grazie alle ultime scoperte scientifiche, sappiamo che trattarlo male non avrà su di noi solo conseguenze fisiche, ma anche psicologiche. Motivo di più per trattarlo meglio e non dimentichiamo che un intestino tenue sano dovrebbe avere valori alcalini con pH a 8.00.

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