Mangiare sano: una questione di alcalinità

Ormai si sente parlare da più parti della dieta alcalina, o meglio dello stile di vita alcalino, ma non sempre se ne sa abbastanza. Soprattutto, è opportuno comprendere bene le ragioni, ben documentate, per le quali è di grande aiuto al nostro ben-essere generale mangiare cibi alcalini e alcalinizzanti.
Il pH del nostro sangue, e dei nostri organi (ad eccezione dell’interno dello stomaco), è leggermente alcalino, con un valore ottimale attorno a 7,40. Le nostre funzioni corporee, ma anche e soprattutto il tipo di cibi che mangiamo, hanno effetti acidificanti. Tuttavia, le condizioni di acidità sono negative (pensiamo solo all’acidosi metabolica o all’acido lattico nei muscoli!), ed il nostro corpo corre ai ripari, con delle reazioni “tampone” che ripristinano l’alcalinità.
Queste reazioni, però, non sono “gratis”: se frequenti, finiscono per diventare faticose e stressanti per il nostro organismo. La conseguenza nel medio periodo comporta problemi metabolici, astenia, senso di stanchezza, ritenzione idrica, aumento dei radicali liberi (pensiamo agli effetti che questi hanno sull’invecchiamento) e altro ancora.
Una prevenzione efficace? Piuttosto semplice: mangiare più cibi alcalini e meno cibi acidificanti.

Lo stile di vita alcalino

Una nutrizione corretta richiederebbe circa il 70%-80% di cibi alcalini o alcalinizzanti. Questi sono identificabili, in primo luogo, tra i vegetali in genere quali verdure, ortaggi ed alcuni frutti. Sono sempre consigliabili le verdure a foglia verde ricche di clorofilla, per esempio
– spinaci,
– broccoli,
– bieta,
– cavolfiori.
Oltre a queste verdure, apprezzabili se assunti con moderazione i tuberi, come carote e patate.
Molti frutti vanno benissimo, tra questi ricordiamo:
– mele,
– pere,
– uva,
– melone,
– ananas,
– fragole
– ciliegie.
Una particolare menzione a parte la merita il limone. Giudicandolo dal sapore, tutti diremmo che è un alimento acido. Ma la cosa importante non è il sapore, bensì l’alcalinità del suo residuo una volta metabolizzato dal nostro organismo. Il limone, ricchissimo di elementi minerali di fatto, è un cibo alcalinizzante. Dato che anche l’acqua naturale è neutra o leggermente alcalina, ne consegue che bere molto fa bene; la classica limonata leggera non zuccherata (acqua e limone) è l’ideale. Tè verde, tisane d’erbe, magari con aggiunta di succo di limone, sono sempre molto consigliabili.

I cibi acidi

  • Se non si può rinunciare interamente ai cibi che invece acidificano, non è difficile ridurne e imparare a gestirne il consumo nella maniera più consapevole possibile. Tra questi cibi ci sono:
  • carni rosse,
  •  latte e latticini,
  •  zuccheri raffinati, farine raffinate, e, quindi, prodotti dolciari industriali,
  •  uova,
  •  cereali, specie se raffinati e/o contenenti molto glutine,
  •  tra le verdure, i pomodori,
  •  tra i legumi, in particolar modo soia e lenticchie,
  •  tra le bevande, le bibite gassate innanzitutto, poi gli alcoolici, il te nero, il caffè.
    Questi alimenti, al giorno d’oggi, fanno la parte del leone nell’alimentazione quotidiana tipica delle società più avanzate. Ma sono purtroppo molto poco salutari e vanno limitati e sempre uniti a cibi alcalinizzanti al fine di contrastarne, almeno in parte, gli effetti.

Cibi non troppo acidi

Se si parte dall’idea di coprire circa il 70% del proprio fabbisogno alimentare con cibi alcalinizzanti, vuol dire che si può ancora mangiare una frazione consistente di alimenti che alcalini non sono. Con minimo sforzo ed attenzione si possono scegliere, almeno, quelli meno acidificanti. In questo modo l’effetto deleterio è minore. Al solo scopo di condividere alcuni esempi ricordiamo:
– tra le carni, meglio quelle bianche di piccoli animali da cortile e pollame vario,
– il pesce, specie il salmone, e più in generale pesci di piccola media dimensione aventi
– latte e latticini stagionati di capra, ricchi di acido caprilico fortemente antifungino, anzichè limitarsi al solo latte di vacca,
– tra i legumi, le fave, i ceci ed i lupini
– come sostituti dei cereali veri e propri, il quinoa, il grano saraceno e l’amaranto.

Non conta solo l’alimentazione

Infine, il nostro stile di vita può contribuire significativamente al nostro ben-essere. Un’attività fisica frequente ma non esagerata è di grande aiuto (mentre lo sport praticato a livelli agonistici va fatto con grande attenzione, dato il potenziale di acidificazione). Anche esercizi di rilassamento e respirazione profonda prevengono l’acidità. Una maggiore ossigenazione tissutale disintossica l’organismo permettendo una più efficiente espulsione dell’acido carbonico dai polmoni sotto forma di anidride carbonica. Scelte che comportano la riduzione dello stress sono altrettanto utili.
Tuttavia, la dieta ed in particolare uno stile di vita alcalino è il passo più importante. In conclusione, mangiare alcalino non è difficile. Si tratta di conoscere le proprietà degli a-limenti ed e-lementi naturali che ci aiutano a rimanere in equilibrio e creare maggiori reazioni chimiche ed energia. Decidere di fare qualcosa di concreto per il proprio ben-essere, acquistare un po’ di attenzione e consapevolezza è una scelta fondamentale per la nostra salute e gioia di vivere.

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